Come e perché rispettare la stagionalità di frutta e verdura

 

Entrando in un supermercato in qualsiasi momento dell’anno ci sembrerebbe strano non trovare dei pomodori, anche a gennaio! Tale fenomeno è ormai radicato nella realtà di ognuno di noi fino al punto di perdere la percezione di ciò che è o non è un prodotto “di stagione, cioè un prodotto la cui disponibilità è dettata dal tempo, ovvero dalle condizioni climatiche di un certo periodo dell’anno, e dallo spazio, ovvero dal luogo in cui ci troviamo.

Non ricordiamo quasi più quale sia il momento in cui la natura ci regala un raccolto di mele, di arance o di asparagi per esempio, con conseguenti scelte spesso sbagliate che si ripercuotono non solo sulla qualità nutrizionale degli alimenti che assumiamo ma anche sulla salute del nostro pianeta.

Infatti, dal punto di vista nutrizionale ogni frutto e/o ortaggio non di stagione contiene solitamente minori quantità di vitamine e Sali minerali: la crescita e la maturazione nelle serre non rispetta i tempi e gli spazi del ciclo di vita naturale, poiché la luce artificiale non equivale al calore del sole oppure perché i vegetali vengono raccolti prima di terminare il proprio sviluppo. A risentirne non è però solo la ricchezza di vitamine e antiossidanti, ma anche il colore, gli aromi, la consistenza e dunque il sapore. Inoltre, richiedendo energia per generare riscaldamento e luce, le serre generano un costo in termini di risorse naturali di gran lunga superiore rispetto agli altri prodotti.

 

A questo punto viene da chiedersi: è opportuno quindi acquistare frutta e verdura proveniente da un altro stato/continente, se ne viene rispettata la stagionalità del territorio di provenienza?

La risposta a questa domanda ad una scelta più o meno ecosostenibile. Il trasporto di generi alimentari da una parte all’altra del mondo infatti ha inevitabilmente un elevato impatto ambientale: quanto più un alimento viaggia, tanta più energia e combustibili fossili avrà consumato, emettendo una certa quantità di gas serra.

 

Pertanto, anche se può capitare di acquistare frutta e verdura non di stagione, è auspicabile cercare di non rendere questo comportamento una prassi e ricordare che ogni prodotto della terra ha una sua stagionalità. Se vogliamo essere consumatori consapevoli, fare la spesa esigerà sempre più tempo, a favore tuttavia di benefici per la salute e per l’ambiente.

Sul sito del ministero è disponibile il calendario della stagionalità di frutta e verdura; non si sa mai che decidiamo di comprare una zucca a luglio!

 

Scritto da Giorgia Guglielmi e Francesca Giopp di Madegus