Negli articoli precedentemente pubblicati abbiamo analizzato la Doppia piramide realizzata dal Barilla Center for Food and Nutrition (BCFN), che mette in luce quanto una dieta corretta e nutrizionalmente bilanciata, rappresentata dal modello mediterraneo, possa essere anche a ridotto impatto ambientale e positiva per il pianeta.

Dal punto di vista nutrizionale, sempre di più le diete che escludono il consumo di carne e/o prodotti animali vengono preferite per i grandi benefici che gli alimenti vegetali apportano; è infatti ampiamente dimostrato dagli studi scientifici come una dieta ricca di frutta e verdura possa contribuire alla riduzione del rischio di insorgenza di differenti tipi di cancro. Dall’altra parte però la mancata o la ridotta assunzione di alcuni nutrienti essenziali potrebbe causare alcune carenze, specialmente nel caso di diete vegetariane e vegane.

Quali rischi per coloro che adottano questi regimi alimentari?

In primo luogo, una insufficiente assunzione proteica: secondo quanto pubblicato dalla Società Italiana di Nutrizione Umana infatti, rispetto alla popolazione in generale è consigliabile aumentare l’apporto di circa il 10%, considerando la minore digeribilità e assimilabilità delle proteine vegetali.

Alcune carenze poi riguardano le vitamine, in particolar modo la B12, che non è presente negli alimenti di origine vegetale, motivo per il quale è usuale ricorrere ad integratori nelle diete vegane. In merito ai minerali, è bene fare attenzione alle assunzioni di calcio, ferro e zinco.

Infine, a rischio sono anche gli acidi grassi essenziali omega-3, presenti principalmente nel pesce; fortunatamente è possibile assumerli consumando abitualmente alimenti ricchi di acido α-linoleico (noci, semi di lino o di chia), pur tenendo conto della minor disponibilità.

Da un punto di vista ambientale invece, come riportato dal BCFN, le diete costituite prevalentemente da prodotti vegetali hanno un ridotto impatto ambientale; infatti, la spesa in termini di risorse naturali consumate e di emissioni generate per produrre questi alimenti è di gran lunga inferiore rispetto a quelli di derivazione animale. Si pensi banalmente che la filiera di produzione di carne bovina, dall’allevamento dell’animale fino alla sua macellazione e trasformazione, comprende al suo interno l’intera filiera di produzione cerealicola, necessaria per nutrire i capi.

Questi aspetti pertanto ci aiutano a renderci più consapevoli nelle nostre scelte quotidiane e possono guidarci non solo verso una dieta più bilanciata ma anche a ridurre gli effetti sul pianeta del nostro stile di vita. Infine, è bene tenere presente che chiunque voglia iniziare a seguire una dieta vegetariana o vegana deve rivolgersi ad un medico e/o nutrizionista per evitare di incorrere in metodi fai-da-te spesso dannosi per la propria salute.

 

Scritto da Giorgia Guglielmi e Francesca Giopp di Madegus