Affinità e differenze tra i metodi agronomici

I trend degli ultimi anni parlano di un’espansione del mercato degli alimenti sani e sostenibili e con esso del metodo biologico e biodinamico applicati all’agronomia. L’Italia infatti è leader del settore, che ha registrato, nel 2019, un incremento della produzione e della trasformazione dei prodotti biologici del 60% prevalentemente nel Sud Italia. Questa rapida crescita ha confuso i consumatori con una mescolanza di informazioni; cerchiamo pertanto di fare chiarezza in merito a somiglianze e differenze tra biologico e biodinamico.

L’agricoltura biologica è un sistema di produzione agricolo privo di prodotti chimici di sintesi di qualsiasi tipo e non utilizza organismi geneticamente modificati. Questo tipo di pratica segna un ritorno alle tecniche tradizionali come: la selezione di specie locali più resistenti, il sovescio per favorire la fertilità del terreno, la rotazione delle colture per non sfruttare eccessivamente i nutrienti naturalmente presenti nel terreno ed evitare l’adattamento dei parassiti. Vengono utilizzati esclusivamente fertilizzanti naturali, e per difendere le colture si può ricorrere o all’impiego di sostanze di origine vegetale e minerale, o di insetti che fanno dei parassiti le loro prede.

L’agricoltura biodinamica si avvicina a quella biologica per molte cose, soprattutto per quanto riguarda l’esclusione di prodotti chimici; questa si pone come obiettivo principale l’accrescimento e il mantenimento della fertilità della terra attraverso la cura dell’Humus, il complesso di sostanze organiche naturalmente presenti nel terreno. Questo concetto è portato avanti rispettando ritmi e cicli della natura, e senza mai perdere di vista la qualità dei prodotti e il rafforzamento delle sementi. Tutto ciò inciderà positivamente, non solo sull’ottenimento di colture via via più resistenti, ma anche sulla salute umana.

Dove allora le differenze tra i due metodi? L’agricoltura biodinamica si serve anche di alcuni strumenti come: le rotazioni agricole, il compostaggio, il calendario lunare e planetario per le semine, e infine i preparati biodinamici a base di letame, minerali, fiori, cortecce e piante da orto.

Questo vuole essere solo un piccolo aiuto per imparare ad orientarsi nel mondo del bio e per comprendere come queste tecniche agronomiche possano rappresentare un’alternativa efficace e sostenibile all’agricoltura intensiva.

scritto da: Giorgia Guglielmi e Francesca Giopp di Madegus

Fonti dati: ismea; federbio.it; agricolturabiodinamica.it