Cosa succederebbe se sparissero le api?

 

La vita e il lavoro delle api- oltre a provvedere miele, pappa reale, propoli e cera- sono fondamentali per il mantenimento della biodiversità, anche se i loro effetti non sono direttamente percepibili. Come dunque comprenderne l’importanza? Per citare Einstein: “se le api scomparissero dalla Terra per l’uomo non resterebbero che 4 anni di vita”. Infatti, basti pensare che la biodiversità è tutto ciò che ci circonda – la ricchezza e la complessità del nostro pianeta tradotta nella molteplicità di odori, sapori, colori di specie animali e vegetali differenti. In tutto ciò all’ape è affidato il ruolo di garantire la varietà genetica mediante una casuale e incessante impollinazione; infatti, quando questi piccoli insetti attirati dal nettare si posano sui boccioli delle piante si ricoprono inconsapevolmente di polline, contenente le cellule fecondanti; il loro passaggio di fiore in fiore ne assicura la propagazione e protegge la conservazione delle specie.

Il nostro invadente operato ha alterato l’equilibrio dell’ecosistema a partire dallo sfruttamento eccessivo dei terreni. Sembrerebbe che il declino degli insetti impollinatori sia iniziato negli anni ’60 con la Green Revolution, durante la quale venne introdotto l’uso di pesticidi e fitofarmaci nella produzione agricola (Pelliccia & Zarlenga, 2018). Meno di un secolo dopo, il 40% delle api è a rischio estinzione. Ma cosa rischiamo davvero di perdere se questo terribile scenario dovesse verificarsi? Secondo il Barilla Center Food & Nutrition, 3 tipi di raccolto su 4 tra quelli che producono frutti e semi per il consumo umano dipendono in parte dalle api e da altri impollinatori.

Inoltre, uno studio americano ha ipotizzato la sparizione totale degli impollinatori e ha considerato che questi siano responsabili per più del 40% della fornitura di alcuni micronutrienti presenti in frutta e frutta secca. In queste condizioni, l’apporto insufficiente dei suddetti cibi porterebbe ad un aumento di malattie non trasmissibili come: malattie cardio vascolari, diabete, cancro esofageo e polmonare. Inoltre, 7.1 milioni di persone soffrirebbero di carenza di Vitamina A, si stimano 1.42 milioni di morti addizionali annue date da malattie non trasmissibili e legate alla malnutrizione, e il 2.7% in più di morti premature. (Smith et al., 2015. Effects of decreases of animal pollinators on human nutrition and global health modelling analysis).

La conoscenza e la consapevolezza dell’importanza delle api nell’ecosistema devono fungere da stimolo per un maggiore impegno nel salvaguardare loro e la biodiversità. Dunque, cosa possiamo fare noi e le istituzioni insieme? Questi, ed altri argomenti, saranno trattati nel prossimo articolo.

Scritto da Giorgia Guglielmi e Francesca Giopp di Madegus