Tutelare la biodiversità attraverso strategie per la salvaguardia delle api

 

Le api, insetti responsabili del mantenimento della biodiversità di tutte le specie e produttrici di alimenti importanti per noi uomini, sono a rischio di estinzione a causa di alcuni pesticidi della classe dei neonicotinoidi, provocanti stordimento e morte. Tuttavia, la consapevolezza della loro importanza nell’ecosistema e della responsabilità dell’uomo nella sua estinzione fa parte di una coscienza nuova ed ancora troppo poco diffusa.

Di recente, monitorando il lavoro di alcuni apicoltori si è potuto dimostrare come, favorendo il lavoro di questi insetti si possano incrementare le rese delle coltivazioni dal 30 al 60% e migliorare le condizioni di salute di coloro che consumano i prodotti di queste colture.

Queste osservazioni sono confermate da alcuni studi scientifici svolti in Germania e nel Regno Unito che sottolineano la valenza dell’impollinazione naturale rispetto a quella dettata dalle esigenze e dai ritmi dell’uomo: una migliore qualità della frutta considerando l’aspetto, la composizione in zuccheri e acidi, la shelf life e il contenuto di nutrienti. Le mandorle ottenute da impollinazione ad esempio sono più ricche di acidi grassi insaturi e vitamina E. I gruppi di ricerca affermano inoltre che gli effetti di resa e qualità della frutta sono vincolati da ormoni regolatori della crescita la cui produzione è mediata dall’impollinazione (fonti dati: Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences, 2014, Vol. 281; Agriculture, Ecosystem and Environment, 2014, Vol.184; Plos one, 2014, Vol. 9).

Per fortuna c’è già chi ha capito l’importanza di ciò e si muove in direzione di un’agricoltura sostenibile. Il Barilla Center for Food and Nutrition ci informa dell’esistenza di un piano d’azione stilato da diverse organizzazioni governative e non, tra cui l’International Pollinators Initiative, la FAO, e altri partner che promuoveranno azioni coordinate a livello globale per la salvaguardia delle api.

Ad oggi in Europa sono vietati 3 dei 5 pesticidi usati dagli agricoltori e tossici per questo insetto, ma Physorg, giornale di divulgazione scientifica, ci informa che tra i paesi dell’Unione, la Francia fa da pioniera del cambiamento mettendoli tutti e 5 al bando.

In Italia, il comune di Fidenza ha deciso di dedicare una zona verde alla nascita di un bosco per l’impollinazione. Durante l’inaugurazione dell’area, alcuni bambini hanno lanciato delle seed bombs, palline di terra contenenti semi di luinella, trifoglio violetto e silla.

D’altronde, ognuno di noi, nel nostro piccolo può dare un aiuto concreto, basti pensare a tutti gli apicoltori che ogni giorno lottano per mantenere vivi e in salute i propri sciami.

Le api sono parte di questo mondo da milioni di anni, e da altrettanto tempo svolgono con instancabile dedizione il loro lavoro garantendo il mantenimento della biodiversità su questo pianeta. Sembrerebbe quindi un’ottima e soprattutto intelligente idea quella di lasciarglielo fare ancora per molto. A tal fine, risulta utile approfondire tutti gli argomenti appena trattati attraverso delle piacevoli letture. Una di queste potrebbe essere il libro di Monica Pelliccia e Adelina Zarlenga, “La rivoluzione delle api: come salvare l’alimentazione e l’agricoltura nel mondo” Nutrimenti, 2018.

Scritto da Giorgia Guglielmi e Francesca Giopp di Madegus